Chi non ama il miele? Questo prodotto naturale e assolutamente buonissimo viene impiegato moltissimo in cucina per svariate ricette. Se la sua naturalezza è indubbia, tuttavia, la verità sul suo essere effettivamente o meno vegano è assai più confusa.
Il miele è un liquido denso e dorato prodotto dalle api. Ma sapete effettivamente come viene rilasciato? Le api producono il miele a partire dalle dolci secrezioni delle piante che ingurgitano, rielaborandolo e “sputandolo” successivamente come miele lavorato. Infatti, il dolce nettare che estraggono dalle piante da fiore viene immagazzinato in una parte separata del loro stomaco dove gli enzimi iniziano a scomporlo e, una volta che lo stomaco è pieno, le api ritornano ai loro alveari. Questo prodotto viene riportato all’alveare per essere consumato in tempi di scarsità.
Se il miele sia adatto a una dieta vegana è una questione molto dibattuta. Alcuni vegani considerano il miele un sottoprodotto naturale dell’impollinazione di piante e colture, e quindi accettabile da mangiare. Eppure il miele lo produce un animale, l’ape, a volte sotto regime di allevamento, anche intensivo. Per i seguaci più rigorosi della dieta vegana, ciò pone un dilemma morale. Anche il tipo di apicoltura e di produzione del miele gioca un ruolo fondamentale: l’apicoltura commerciale tende ad avere una serie di implicazioni discutibili molto più ampia rispetto alla raccolta di miele naturale o selvatico, ed è spesso una delle principali fonti di critiche.

Il miele è vegano?
Solitamente, i vegani evitano di mangiare miele per prendere posizione contro lo sfruttamento delle api e le pratiche agricole ritenute dannose per la salute di queste ultime. Le api sono impollinatrici naturali che aiutano a propagare la vita vegetale (sono responsabili dell’impollinazione di un sesto delle specie di piante da fiore del mondo e di 400 colture agricole) e il miele è il principale sottoprodotto dei loro viaggi. Le api producono anche la famosissima cera d’api: durante questo processo, l’ape rigurgita ciò che ha raccolto nella bocca di un’altra ape operaia, e questo accade più volte finché il miele non diventa cera d’api.
Assumere la fonte alimentare primaria di un animale, per molti, non è coerente con uno stile di vita vegano ed è considerato una forma di furto. Proprio come l’affermazione secondo cui il latte vaccino è per le mucche, il miele è per le api e non per lo sfruttamento umano. Esistono forme alternative di apicoltura che raccolgono solo una certa porzione di miele per garantire che l’intero alveare ne abbia abbastanza per sopravvivere ai mesi invernali. Tuttavia, la tesi più diffusa è che gli esseri umani non hanno bisogno del miele per sopravvivere e quindi non hanno bisogno di consumarlo. Alcuni vegani più severi prenderanno addirittura in considerazione la possibilità di rifiutare gli alimenti che sono stati impollinati dalle api (l’impollinazione è un sottoprodotto naturale della mobilità delle api) per evitarne lo sfruttamento.

Le alternative green al miele
I vegani possono sostituire il miele con diversi alimenti di origine interamente vegetale. Ecco alcune delle alternative più popolari al miele:
- Lo sciroppo d’acero contiene diverse vitamine e minerali e fino a 24 antiossidanti protettivi.
- Melassa: Un liquido denso, marrone scuro, ottenuto facendo bollire tre volte il succo della canna da zucchero. La melassa di coccio nero è ricca di ferro e calcio.
- Sciroppo di malto d’orzo: Un dolcificante a base di orzo germogliato. Questo sciroppo ha un colore dorato e un sapore simile alla melassa di coccio.